il quotidiano on line della provincia di Ragusa
venerdì, 10 settembre 2010
 Le imprese nella morsa dei debiti previdenziali

 


Le associazioni dell'artigianato e del commercio cercano una via d'uscita alle sanzioni comminate dalla Serit per gli oneri previdenziali non versati dalle imprese. In poco meno di un anno, il debito accumulato con l'Inps dalle aziende artigiane e commerciali è lievitato del 50 per cento, passando dai centocinque milioni dovuti per oneri previdenziali pregressi, relativi al periodo dal 2000 al novembre 2008, nella misura di 55 milioni dagli artigiani e di 50 dai commercianti, ai 150 milioni aggiornati all'aprile scorso, di cui 77 a carico degli artigiani e 71 milioni sulle spalle dei commercianti.

Solo il 20 per cento delle imprese ha avuto modo di mettersi in regola, in tutto o in parte, con l'Istituto di previdenza, mentre le altre sono rimaste esposte ai fermi amministrativi ed alle ipoteche. Mentre una fetta di aziende ha scelto deliberatamente di non saldare il debito, intraprendendo di conseguenza la strada dell'evasione, che non troverà però alcuna forma di tolleranza tra le organizzazioni di categoria dell'artigianato e del commercio.

Il messaggio è stato lanciato nel corso dell'assemblea provinciale sui debiti Inps-Serit nell'auditorium della Camera di commercio, promossa da Cna, Confartigianato, Casartigiani, Confcommercio, Confersercenti e Claai, rivolta a mettere a punto una proposta a livello regionale per «attenuare - è stato sottolineato - gli effetti sanzionatori delle cartelle esattoriali Serit». Durante i lavori, aperti dalla relazione del segretario della Cna Giovanni Brancati e chiusi dal presidente di Confcommercio Angelo Chessari, è stata sollecitata soprattutto «la possibilità per le imprese di rateizzare il debito, con un piano di rientro in tempi lunghi, e di abbattere in modo significativo le sanzioni».

Inoltre l'assemblea, alla quale hanno dato il loro contributo Angelo Firrito dell'Ordine dei commercialisti, il segretario regionale della Cna Mario Filippello, ha invitato la Serit a sospendere i fermi amministrativi e le ipoteche per consentire alle aziende di ricorrere a finanziamenti per il ripianamento dei debiti previdenziali e di rispettare il rapporto tra il valore del debito e dei beni sottoposti a fermo o ipoteca.

Giuseppe Calabrese, Gazzetta del Sud

 
Foto
... o no?
La Sicilia in un click
Banner
Banner
Video
Paesaggi iblei
Speciale Aziende
Banner
Banner