In punta di penna. Di Lucia Muscetti
Love letters è la storia di una relazione che si svolge quasi tutta attraverso un carteggio epistolare.E' una storia singolare che potrebbe essere raccontata, mille e mille volte ancora, a uno e mille altri spettatori, senza mai esaurire la possibilità di rintracciare in essa le innumerevoli emozionanti sfumature esistenziali che albergano nell'arcano mondo interiore di ciascuno. E in teatro, la scena, le modulazioni della voce, i dialoghi e i monologhi dei corpi, invitano a un infinito, affascinante volteggiare dell'immaginario. Può compiersi allora la magia di vedere i pensieri viaggiare, visitare e scrutare la vita che incerta prende forma: che, a partire dal gioco innocente dei bimbi, urla, ridacchiando, le più spensierate infantili oscenità, fino a camminare con passi da adulto. La vita che tenta possibili ricerche di senso, a confronto con le incertezze, la fragilità e il caos dell'universo intrapsichico.
All'inizio del racconto,i protagonisti sono immersi in un ambiente scenico e sonoro suggestivo: seduti l'uno accanto all'altra, davanti alla tastiera di un pianoforte a imprimere i primi timbri musicali che sembrano rappresentare, in note, i toni assai diversi delle loro due esistenze.Melissa, intona il suo essere con liquide note cristalline: come rivoli di acqua fresca e trasparente, o come corrente impetuosa, frizzante, spumeggiante, confusa nel gioco e nel capriccio dei ciottoli e dei fuscelli della intrigante vita delle fiumane; o forse ancora, come l'acqua che leviga i sassi, scava e dipinge percorsi, insegue mete imprevedibili.
Gli accordi di Andy risuonano lenti, rauchi, precisi, come a seguire i rintocchi di una antica pendola: una pendola che traccia e predetermina i passi dell'uomo con il tempo scandito dentro le ore dei giorni e delle notti. Dentro i luoghi del peso e della serietà delle cose da fare. Eppure i due si attraggono sin dalla tenera infanzia. Ciascuno elegge l'altro a specchio dei pensieri, a rifugio delle inquietudini, a interlocutore privilegiato, a raffinato conoscitore dei più intimi segreti, mentre la vita avanza.
Il loro menage scorre sul filo di due diversi codici di comunicazione. Lei preferisce dare contorni d'icona ai suoi pensieri, le sue ansie, la sua rabbia, le sue solitudini, le sue nevrosi (orso incatenato che balla, canguro che salta nel bicchiere, altro). Lui, per modello culturale ereditato (forse più o meno elegantemente imposto), ha imparato a dare forma di scrittura al suo esprimersi. Predilige la scrittura rispetto a qualsiasi altra modalità di comunicazione. E trova nella lettera la via più elevata di ricerca delle sue verità interiori. La lettera che assume valore e senso se scritta nell'intimo della propria solitudine e rivolta a una persona prescelta, vero unico amore che solo può ascoltare e capire, depositaria di quelle verità altrimenti mai rivelate nemmeno a se stesso.
E il loro menage viaggia allora nel contrasto fra le più intense e profonde emozioni dell'anima, raccontate fra una epistola e l'altra e una vita reale mai condivisa. Da una lettera all'altra ricorrono feste di compleanno, di Natale e Pasqua, matrimoni, cerimonie di carriere e nascite di figli. Nelle lettere si nascondono la solitudine, la disperazione di lei; nelle lettere si esaltano i successi nella vita, nella carriera, nella politica di lui. Senza il viaggio delle lettere, dopo le incomprensioni, ciascuno è solo nel rituale dei gesti antichi dell'uno e dell'altro genere. Lei pettina con grazia e eleganza i suoi lunghi capelli biondi: come in un rito di attesa del corteggiamento. Lui gira attorno ai suoi passi bevendo dalla pipa il fumo delle sue inquietudini.
Nello sfondo le famiglie d'origine sembrano agire il destino dei protagonisti orientandone indirettamente le scelte (la madre di lei ricca, insoddisfatta, dalla vita matrimoniale travagliata; il padre di lui legato ai valori della classe conservatrice americana degli anni "50). E nello sfondo anche la grande storia degli uomini si svolge su Andy e Melissa, la grande storia che diversifica e allontana le esistenze, che interrompe o devia i percorsi: con le guerre e con l'umanità divisa fra ricchi e poveri, fra eletti e miserabili.
Piccola, fragile figlia della storia, Melissa annega il suo essere nell'estro del suo stesso genio vitale, nella disperazione per l'irraggiungibile amore di Andy, nella sua degenerante obesità. E un'ultima lettera giunge a Andy da parte della madre di Melissa per annunciare la dipartita della figlia verso la notte del silenzio totale. Un'ultima lettera che attraversa la sofferenza di Andy.
Andy che sembra comprendere il vero valore dell'esistenza di Melissa solo a partire dalla sua irrimediabile definitiva assenza dalla vita.
Alla fine dello spettacolo l'emozione è forte e generale, il pubblico si alza in un grande applauso rivolto ai due brillanti attori in scena, Carla Cassola e Andrea Tidona. A loro volta gli attori ringraziano con calorosa umanità gli spettatori intervenuti.
Lucia Muscetti