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mercoledì, 08 settembre 2010
"La barca senza porto" e la forza di reagire allo stupro



Uno stupro, l'anoressia e la voglia di farcela. E' la storia di Emma, una ragazza che all'età di 13 anni fu violentata dal padre di una sua amica. In seguito allo stupro, la ragazzina cade in un gravissimo stato di anoressia senza ritorno.
E' questa storia di vita vera ad ispirare il coinvolgente romanzo "La barca senza porto" di Lara Kant, scrittrice fiorentina.

Il libro, crudo e drammatico, nasce dalle sorprendenti confidenze di Emma, che l'autrice incontrò anni fa durante uno dei suoi viaggi a Sharm El Sheik.
Quando la vita di Emma sembra ormai perduta, accadrà un fatto prodigioso che convincerà la mente dell'adolescente, inibita e passiva, a lottare disperatamente per sottrarsi alla morte. La risalita verso la vita sarà lunga ed estenuante, ma Emma riuscirà a salvarsi.

Un romanzo che racconta i valori della fiducia e della forza di volontà, che possono cambiare il proprio destino. Il libro ha destato enorme scalpore per la descrizione senza censure della violenza e negli Stati Uniti è diventato un vero e proprio caso letterario. Attenta alle vicende umane, la scrittrice ha l'obiettivo di continuare a raccogliere le confidenze delle anime che incontrerà durante il suo cammino, per dare ancora una volta voce e considerazione alle sofferenze umane.

Dal romanzo di Lara Kant nascerà a breve un film. Intanto l'autrice è già all'opera per il suo prossimo romanzo, che definisce "autobiografico e realistico", ma di cui non anticipa nulla.

Marina Barrera

 
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