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mercoledì, 08 settembre 2010
In piedi, esce San Giorgio

 

Pochi sono i giorni che nell'anno assumono, per Modica, una carica profonda e simbolica come quella che ha il 23 Aprile: pochi sentimenti nella storia, infatti, sono stati capaci di unire i modicani così intensamente, come quello della devozione nei confronti di San Giorgio.

Questo spirito di condivisione, proprio del culto e delle tradizioni popolari, in verità ha sempre avuto in sè anche il seme della discordia.

Da un lato, quella tra Modica e Ragusa, storicamente contrapposte, anche nella data nonostante rendano onore allo stesso Patrono; dall'altro quella tutta interna alle due città, che i "Sangiorgiari" consumano nelle rispettive rivalità contro San Pietro e contro San Giovanni.

Ma a Modica, in particolar modo, l'intensità del culto per San Giorgio con gli anni non svanisce, anzi si rinnova e si mescola al folklore, trasformando questa data in un evento immancabile, dal fascino irripetibile. I festeggiamenti iniziano oggi, ma culmineranno come sempre domenica, con la grande festa della processione e della corsa dietro la statua di San Giorgio.

La città si è svegliata salutando il Patrono, con i tradizionali colpi di cannone che inaugurano i riti liturgici e quelli laici. Il programma religioso prevede le Celebrazioni Eucaristiche che saranno officiate a partire da questa sera, domani e sabato, alle 18.30, dal Sacerdote Stefano Modica, che vi affiancherà le proprie riflessioni sul tema "San Giorgio, testimone della parola di Dio".

Domani pomeriggio, dopo la Messa, saranno i bambini a portare a spalla la statua in miniatura di San Giorgio dedicando una sosta di preghiera alla memoria del piccolo Giuseppe Brafa.

Molte sono anche, quest'anno, le iniziative collaterali: il concerto dei Mohac Music Machine, stasera sul sagrato, e domani la sfilata curata dalla stilista Nadia Poidomani, oltre all'iniziativa "Trine e trame", tra la Chiesa di San Michele e gli androni dei palazzi.

Tutto questo preparerà la giornata di domenica, il momento in cui la città si fermerà e tutto comincerà a ruotare intorno al duomo di San Giorgio. Alle 11 il Vescovo di Noto, Mons. Antonio Staglianò, presiederà la prima Celebrazione Eucaristica, cui seguirà quella delle 16.

Alle 17, finalmente, le porte del Duomo si apriranno e il simulacro San Giorgio si consegnerà all'abbraccio della sua Modica, della sua gente, che lo porterà in festa, tra invocazioni e urla, per le vie di tutta la città, la Alta e, abbattuto il "limite delle due matrici", la Bassa.

A guidarne il cammino, come sempre, saranno i portatori di San Giorgio, con la loro grinta e la loro energia indefessa, la loro voglia implacabile di continuare la corsa per ore, con fervore, con orgoglio. Sono loro, in qualche modo, i legittimi eredi dello spirito che animò il conte Ruggero d'Altavilla, che nel 1090 diede vita al culto erigendo il primo tempio dedicato a San Giorgio, che era comparso per combattere al suo fianco durante la battaglia contro i saraceni.

Il fascino della leggenda, spesso prima ancora della fede, fa presa nel popolo e attrae i bambini, animando da secoli il mito del santo guerriero, il santo martire della cavalleria, della prodezza.

Quasi a voler dimostrare lo stesso ardimento e la stessa energia, i portatori non concludono mai la corsa del simulacro, nemmeno dopo l'entrata in Chiesa e gli interminabili "gira" tra le navate, che chiudono la processione, finiscono sempre per diventare uno dei momenti più suggestivi, più emozionanti dell'intera festa.

Quest'anno la conclusione non si prevede prima delle 22.30 quando, esaurita anche la gioia dei fuochi d'artificio, San Giorgio potrà finalmente fermarsi.

Concetta Bonini

 
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