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venerdì, 10 settembre 2010
Donnapensionedonna ha già 9000 firme




Partita da Modica, la petizione popolare per il riconoscimento delle pari opportunità uomo - donna nell'età pensionistica, ha registrato successi che cominciano ad avere respiro nazionale. L'iniziativa vuole inserirsi nel processo legislativo attualmente in fase di studio presso il Ministero della Funzione pubblica e ha lo scopo di far si che il futuro testo normativo contempli, nell'eventualità di un innalzamento dell'età pensionistica delle donne da 60 a 65 anni entro il 2018, così come previsto nella bozza governativa inoltrata alla Commissione europea, la facoltà per le donne di avere riconosciuto, ai fini pensionistici, un anno per ogni figlio generato o adottato. Tale riconoscimento, si chiede, dovrà essere esteso a tutte le donne madri che vorranno avvalersene: siano esse lavoratrici autonome o libere professioniste, sia che operino nel settore pubblico o privato, o che lavorino dentro le mura domestiche.

La procedura di petizione è stata avviata lo scorso febbraio a cura del Comitato Donnapensionedonna il cui nucleo di coordinamento è costituito dalle modicane Anna Caschetto, prima firmataria, Wanda Avola ed Enrichetta Gurrieri e i dati inerenti la raccolta delle firme sono già confortanti.
Allo stato attuale solo nella provincia di Ragusa sono state raccolte ben 5.475 firme, di cui 2.500 a Modica.
Sono inoltre attivi tavoli di raccolta adesioni a Siracusa, Catania e in numerose altre località della Sicilia, a Roma e a Milano che hanno contribuito a un dato globale che ha raggiunto il tetto delle 9.000 firme. I risultati della petizione saranno inoltrati a tutti i parlamentari eletti nella provincia di Ragusa, alle parlamentari della Regione Sicilia, alla ex commissario europeo Senatrice Emma Bonino, alle consigliere per le Pari opportunità della Regione siciliana e ai rappresentanti sindacali.

"L'intento della petizione non è quello di ottenere un semplice, materiale sconto pensionistico: si vuole porre l'accento sul fondamentale ruolo sociale della maternità di cui le donne sono ancora oggi, e fin dai tempi dell'alba umana, le principali responsabili" dicono al Coordinamento, aggiungendo:"Ci troviamo di fronte a un singolare fenomeno di cittadinanza responsabile e partecipata, contraddistinto dell'evoluto senso civile dello stare in una comunità politicamente organizzata e dalla maturata consapevolezza che la tutela dei diritti, in una società culturalmente e umanamente progredita, possa essere il risultato di nuove pratiche di agorà, oltre che degli strumenti di democrazia diretta di cui dispone l' ordinamento giuridico".

Lucia Muscetti

 
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