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Marceca, lo chef ibleo che scoprì il sorbetto
Michele Marceca era un cuoco dell'area iblea, originario forse di Modica, al servizio dei Cavalieri di Malta e autore nel 1748 di uno dei primi trattati di cucina in Europa. Del testo se ne erano perse le tracce. Il suo ricettario, uno dei primi esempi del genere conosciuto in Europa, è un vero e proprio trattato, presumibilmente indirizzata ad una cerchia ristretta di destinatari. Si deve al Corfilac di Ragusa la sua riedizione in appendice a un volume intitolato "La via del dolce fra Malta e Sicilia", curato da Marco Goracci e Luigi Lombardo per Lombardi editori. A portarlo alla ribalta delle cronache nazionali ci ha pensato Repubblica, che in un articolo a firma di Salvatore Falzone ci regala uno spaccato del settecento nel Mediterraneo. "Dopo l´arrivo dei nobiluomini di San Giovanni si verificò un trasferimento massiccio di siracusani, seguiti da pasticcieri dell´Isola. Personaggio poco conosciuto, legato al mondo della gastronomia del suo tempo, Marceca proveniva probabilmente dall´area iblea (ma la sua nazionalità rimane un enigma). Certo è che era un sorbettiere professionista, un artigiano ambulante, e che lavorò anche a Malta. Colto, forse letterato, cuoco secreto, cioè privato, pagato per deliziare palati cavallereschi: insomma, non era uno che "pasticciava" per i clienti delle triviali taverne che pullulavano nell´arcipelago. Tutt´altro. Marceca visse nell´epoca dei banchetti blasonati. Anche a Malta erano sontuosi, curati fin nei minimi dettagli, soprattutto quelli per gli ospiti. Ogni banchetto si trasformava in una parata, durante la quale venivano esibiti potere e ricchezza. E Marceca? Ostentava la sua arte? Anche se nella sua opera non parla di banchetti simili a quelli francesi di Luigi XIV, Marceca «dimostra piena conoscenza - si legge ancora nel volume - di come produrre una grande varietà di liquori attribuendo molta importanza alla manipolazione del marzapane e della pasta dolce. In questo senso si propone come un figlio della tarda età barocca». E come un sapiente del gusto tutto mediterraneo. Simbolo, in qualche modo, di una peculiare cultura siculo-maltese. |

il quotidiano on line della provincia di Ragusa
venerdì, 10 settembre 2010




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